L’esposizione temporanea “Allevatori, pastori, contadini e boscaioli di Fiemme. Scatti rurali dal passato” si è tenuta a partire dal 14 luglio 2023 fino al 31 ottobre 2023 presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, Cavalese (TN). L’Archivio della Magnifica Comunità ha aperto i suoi cassetti per mostrare e valorizzare un patrimonio fatto di centinaia di fotografie, scattate tra la fine dell’800 e la metà del ‘900. L’esposizione, attraverso numerose immagini, racconta una storia fatta di fatica e ingegno, popolata da contadini, pastori, allevatori e boscaioli, che nel corso degli anni hanno saputo vivere in simbiosi con il territorio plasmandone il paesaggio.
Con la mostra Allevatori, pastori, contadini e boscaioli di Fiemme. Scatti rurali dal passato il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme ha cercato di valorizzare l’importante patrimonio fotografico conservato presso l’Archivio storico, mostrando al pubblico alcuni scatti inediti eseguiti tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento. Tra le migliaia di immagini presenti nell’archivio spiccano i ritratti eseguiti da fotografi professionisti dell’epoca, come il trentino Giovanni Battista Unterveger e come i fiemmesi Mario Bragagna e Francesco March. Di carattere più tecnico e di grande interesse selvicolturale sono invece le foto fatte dall’allora Economo forestale Guido Koch. La maggior parte degli scatti esposti, confluiti nell’archivio dell’ente in tempi e modalità delle più disparate, risulta però di autore anonimo.
Un’esposizione che ha cercato di mettere in risalto il mondo rurale della Val di Fiemme: un territorio che per secoli ha vissuto di un’economia di stampo agro-silvo-pastorale e dove allevatori, pastori, contadini e boscaioli furono i principali attori. Tali protagonisti, con il loro lavoro, trasformarono profondamente il paesaggio adattandolo alle proprie esigenze: boschi ordinati, campi coltivati, prati falciati e funzionali architetture come masi, baite, tabià, segherie ed altri numerosi opifici. L’esposizione delle foto, in formato originale e per mezzo di ingrandimenti, ha messo così in luce una realtà sociale quasi scomparsa. Un’immagine che si distingue dall’ormai centenario repertorio romantico dell’epopea alpinistica e da quello talvolta folkloristico di talune cartoline turistiche. La mostra illustrava infatti una realtà rurale minore di valle, ignota al turista e appena frettolosamente sorvolata dall’escursionista, dove il vivere quotidiano dipendeva dalla messa in atto paziente, rigorosa e faticosa di una tecnologia agraria talora arcaica e poverissima, ma nondimeno ingegnosa, articolata e versatile. A popolare questo mondo si trovano coloro che, spesso con approssimazione, vengono definiti in letteratura come i “senza storia”, “i vinti” o le “classi subalterne”: semplificazioni che nel Trentino della cooperazione e nella Val di Fiemme della Magnifica Comunità risultano riduttive, ma che in parte hanno permesso di definire l’orizzonte contadino marginale, arretrato e tendenzialmente conservatore, alla vigilia dei grandi cambiamenti giunti con la metà del XX secolo. La documentazione fotografica ha infine dialogato con alcuni quadri, realizzati dall’artista cavalesano Enrico Clauser (1883-1928), e con svariati oggetti etnografici: vividi, ma al contempo lontani, testimoni di un paesaggio culturale per secoli immutato.