Mercoledì 16 settembre, alle ore 20.30, il Salone Clesiano del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme ospita Il Tempo di un Dialogo, un incontro che intreccia antropologia, musica e storia dell’arte per raccontare il Novecento attraverso le sue trasformazioni, le sue fratture e le sue eredità. L’iniziativa fa parte del progetto del Museo Diocesano Tridentino Il Tempo di un Dialogo. Intrecci di antropologia, musica e arte dal XVI al XX secolo tra Trentino ed Europa, finanziato dalla Fondazione CARITRO Bando “Trasmettiamo la ricerca” che propone una narrazione interdisciplinare capace di avvicinare il pubblico alle fonti storiche, artistiche e musicali attraverso un racconto accessibile e partecipato.
A Cavalese il dialogo prenderà avvio proprio dal Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, che diventerà una delle fonti attraverso cui interrogare il Novecento. La storia del Palazzo sarà riletta a partire dalle trasformazioni e dalle vicende che lo hanno attraversato nel secolo scorso: un patrimonio profondamente segnato da eventi, interventi e manomissioni, che hanno modificato la sua fisionomia e il modo stesso in cui oggi possiamo guardarlo. In questo percorso troverà spazio anche la figura di Giuseppe Gerola, importante protagonista della storia della tutela e della conoscenza del patrimonio trentino. Un secondo caso permetterà di spostare lo sguardo dal Palazzo al territorio della valle: la vicenda di un dipinto murale di Tesero, staccato dal suo luogo originario. Il distacco dell’opera diventa così occasione per riflettere su una questione ancora attuale: che cosa significa conservare un’opera quando, per salvarne la materia, si rischia di perderne il rapporto con il luogo, con la comunità e con la memoria che le dava significato?
È in questo passaggio che il tema del silenzio acquista un significato particolare. Il silenzio non è soltanto assenza di suono, ma può essere anche ciò che rimane quando un’immagine scompare, quando un luogo viene trasformato, quando una traccia della memoria viene cancellata o separata dal proprio contesto.
A costruire questo racconto saranno tre prospettive diverse e complementari. Marta Villa, antropologa culturale dell’Università degli Studi di Trento, accompagnerà il pubblico a leggere il patrimonio non soltanto come testimonianza artistica, ma come luogo di memoria, pratiche, identità e trasformazioni sociali. Carlo Centemeri, musicista e divulgatore musicale, intreccerà a questo racconto la dimensione dell’ascolto, utilizzando la musica come una vera e propria fonte per entrare nell’atmosfera culturale e nelle sensibilità del Novecento. Fabio Zanon, esperto del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e direttamente impegnato nel Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme nel supporto alle attività didattiche e alle visite guidate, porterà invece uno sguardo legato alla conoscenza e alla fruizione concreta del patrimonio del territorio.
Ne nasce un dialogo nel quale arte, musica e antropologia non saranno semplicemente accostate, ma diventeranno strumenti per interrogare insieme il passato e il modo in cui oggi scegliamo di conservarlo, raccontarlo e trasmetterlo. È il metodo stesso del progetto: mettere in relazione fonti diverse per far emergere aspetti sociali, simbolici ed emotivi che una lettura esclusivamente storico-cronologica rischierebbe di lasciare nell’ombra.
Quando: Mercoledì 16 settembre 2026, ore 20.30
Dove: Salone Clesiano, Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme – Cavalese
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti